Saperi e Sapori

Saperi e sapori sono gli spazi in cui si materializza la nostra proposta enogastronomica per avviare un cambiamento, soprattutto di coscienza; e attraverso la conoscenza riscoprire l’agricoltura contadina, il cibo e i vini “veri” e “ sani”, con scelte ben precise che siano indirizzate al consumo responsabile e sostenibile.
Si parte dalla conoscenza per diventare tutti più consapevoli recuperando valori identitari e sapori legati all’enogastronomia vera e sana. Il cibo e il vino richiedono il rispetto del lavoro di contadini e degli “artigiani” del cibo e del vino. Cibo e vino andrebbero scelti sulla base del rispetto della terra, della biodiversità e della passione dei piccoli produttori.

Le nuove agricolture cercano di evitare i danni e hanno maggior rispetto per l’ecosistema. Esse dovranno ricucire il rapporto spezzato fra i territori e le produzioni alimentari, ridare agli agricoltori il controllo del materiale genetico da riproduzione, perché “nelle strategie di difesa, conservazione, uso dell’agrobiodiversità, non si può fare a meno degli agricoltori e delle loro organizzazioni”.
Dietro un cibo sano vi è una agricoltura sana è questo l’obiettivo dell’AIAB.
AIAB è un’ associazione di produttori, tecnici e cittadini-consumatori.
AIAB è la messa in rete del movimento biologico e rappresenta prioritariamente gli interessi dei produttori biologici, attraverso la promozione dell’agricoltura biologica quale modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione delle risorse, rispetto dell’ambiente, del benessere animale e della salute di chi consuma. L’agricoltura biologica è, infatti, un modello di sviluppo per le campagne italiane alternativo all’”agricoltura industriale”, capace di indirizzare in senso ecologico i comportamenti degli operatori e dei cittadini e, in particolare, il loro approccio al metodo di produzione e al consumo. Gli interessi dei produttori biologici riguardano gli interessi dei cittadini-consumatori ed esaltano il ruolo e la funzione dei tecnici specializzati in agricoltura biologica.

E’ la natura stessa a indicarci che l’alternativa non è fatta di grandi piani produttivi, che generano spreco e non riescono a rispondere al diritto di tutti al cibo; non è fatta di cibo pronto, iper-condito, iper-salato, iper-dolcificato, cibo che si ingurgita senza immaginazione, come se non fosse cultura, non avesse anche significati simbolici, come se il profumo di un olio d’oliva, di un fritto di cipolle, di un ribollire di fagioli non sapesse produrre molecole in grado di risvegliare in noi sentimenti e piaceri reconditi.